Effetti COVID-19: come stanno cambiando le abitudini di acquisto degli italiani

Effetti del COVID-19 come stanno cambiando le abitudini di acquisto degli italiani (1)

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Abbiamo raccolto i dati di molte ricerche e studi statistici per capire come il COVID-19 ha cambiato le abitudini di acquisto degli italiani. I risultati vi sorprenderanno.
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Dopo due mesi di lockdown, è finalmente iniziata la fase 2. Nonostante gli spostamenti siano decisamente limitati, la situazione inizia ad avere una “parvenza” di normalità. Una normalità che, tuttavia, sembra ancora lontana.

Ciò di cui ti vogliamo parlare oggi, sono i cambiamenti che questa epidemia ha causato alla società. E, nello specifico, come sono cambiate le abitudini di acquisto degli italiani a seguito del COVID-19.

Analizzarli vuol dire anche conoscere la tendenza dell’economia. Molti hanno il terrore di una recessione, pochi, invece, intravedono opportunità. 

Cosa fare, dunque? 

Cerchiamo di capirlo, partendo dai dati relativi al nuovo trend del momento: gli acquisti online

La crescita degli acquisti online

Le strade continuano ad essere quasi deserte ma, secondo i dati che sono stati diffusi, internet è diventato un posto decisamente affollato

Sono state effettuate diversi sondaggi per capire quali sono le attuali tendenze di acquisto degli italiani. Ne riportiamo alcuni. 

Secondo un sondaggio condotto da BVA Doxa, a fine marzo 2020, sono aumentate le performance degli ecommerce sia alimentari (+20%) che farmaceutici (+16%). 

In calo, invece, gli ecommerce di prodotti non di prima necessità, come l’abbigliamento (-32%), le apparecchiature elettroniche (-25%) e quelli per la cura della persona (-20%). 

I numeri riportati confermano, in generale, i risultati anche di altre ricerche, come quella condotta da N26, una mobile bank con sede a Berlino. 

La società ha analizzato i cambiamenti relativi alle abitudini di acquisto da parte dei cittadini di tutta Europa. 

La situazione riportata è similare: a crescere, sono i servizi di Amazon e Aliexpress, quelli di food delivery e le piattaforme di streaming, come Netflix. 

In Italia, gli acquisti nel settore alimentare rappresentano il 79% delle spese totali. A seguire, troviamo l’intrattenimento con il 29% e, infine, il food delivery, con il 20%. 

Cali significativi sono stati registrati, invece, da tutti i servizi connessi alla mobilità, incluso chiaramente quello del turismo. 

Un’altra testimonianza arriva dall’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano. 

Il settore che ha più “beneficiato” del COVID-19 è il food & grocery. Il trend sembra essere partito dalle regioni settentrionali, in particolare Lombardia e Veneto, per poi diffondersi anche nel centro e sud Italia. 

Secondo la direttrice dell’Osservatorio, Valentina Pontiggia, “la crescita ha preso il via nella prima area rossa, con incrementi a tripla cifra del valore degli acquisti online e volumi almeno raddoppiati”. 

Il food online era, in Italia, un settore poco sviluppato. A fine 2019, di 100 euro spesi nel settore alimentare, solo 1€ circa passava tramite l’online. 

In poche settimane, la domanda è praticamente moltiplicata. Tutta “colpa” del COVID-19. 

Secondo uno studio condotto dal Global Web Index, basato su 12.845 utenti in 13 differenti paesi, le abitudini dei consumatori sarebbero drasticamente cambiate. 

Gli utenti intervistato hanno dichiarato di aver acquistato, durante il lockdown, soprattutto beni di prima necessità, per la paura di rimanere senza sufficienti provviste. 

Il 45% di questi ha ammesso di aver fatto scorta di cibo, bevande e prodotti come la carta igienica o detersivi.  

L’80% degli intervistati si è detto concorde con la chiusura dei negozi non essenziali. In Italia e Spagna, le nazioni più colpite, la percentuale sale al 93%. 

Questo, dunque, ci conduce ad una certezza: i brand, che siano piccoli o grandi, devono assolutamente cambiare la propria strategia comunicativa e di vendita. È diventato ormai necessario semplificare la fruizione dei servizi online. Come il delivery.

Secondo una ricerca di Nielsen, la vendita di prodotta online è passata dall’81% (dal 24 febbraio al 1 marzo) al 162,1% di fine marzo

La stessa ricerca, sottolinea come la tipologia di attività che è cresciuta di più nell’ambito delle vendite online è la spesa. Conferma il trend altrettanto positivo delle farmacie e quello negativo dei settori fashion e turismo.

Secondo il Netcomm Forum Live (Il Sole 24 Ore), in un solo mese si è registrato un salto verso il digitale pari a 10 anni. Le abitudini e i comportamenti di tutti gli italiani si sono rivelati in favore dell’online. 

Sono due milioni i nuovi consumatori online in Italia (da gennaio ad oggi), 29 milioni in tutto. La cifra è eloquente, se rapportata al numero dei nuovi consumatori online dello stesso periodo dello scorso anno: 700 mila. Il numero è più che raddoppiato. 

Secondo lo studio, il settore che crescerà di più è quello dell’ecommerce (+55%). Al secondo posto, troviamo invece il food retail (+23%) e al terzo il settore farmaceutico (+15%).

Quali sono stati, invece, i prodotti più venduti? 

  1. Pet care, +154%
  2. Cibi freschi e confezionati, +130%
  3. Cura della casa, +126%
  4. Cura della persona, +93%

Come adattarsi alle nuove abitudini di acquisto

In base a quanto emerso dalle ricerche che abbiamo menzionato, è chiaro che la soluzione per ogni imprenditore è una: adattarsi alle nuove abitudini di acquisto e consumo, tramite una maggiore presenza online

Per questo, in Futuria abbiamo pensato al progetto Ristovery: un ecommerce food, che raccoglie i due trend principali del momento (acquisti online e settore food) e offre la possibilità di avere un’attività propria, senza la necessità di doversi affidare ad app di delivery. 

I vantaggi per chi si dota di un proprio ecommerce sono molti: te ne abbiamo già parlato qui, un contenuto di presentazione del nostro progetto. Ma vogliamo ribadirli:

  1. innanzitutto, non dovranno più essere pagate percentuali su ogni ordine che viene effettuato, pratica obbligatoria nel momento in cui ci si affida ad un’app di delivery;
  2. si potranno ricevere, da subito, i soldi degli ordini effettuati dai clienti, senza aspettare i tempi “biblici” dei pagamenti predisposti dalle app di delivery;
  3. ogni utente che ordinerà nel tuo ristorante sarà cliente del ristorante, non dell’app di delivery; il ristoratore potrà proporgli sconti, offerte, promozioni e tutto ciò che serve per trasformarlo in un cliente fedele;
  4. il ristoratore ha piena autonomia nella gestione degli ordini e delle consegne, potrà senza problemi cambiare, in qualsiasi momento, il menù e vendere ciò che desidera, senza sottostare alle regole delle app di delivery. 

Come vedi, i vantaggi sono molti. Ma vogliamo anche proporre una diversa prospettiva: non solo quella dell’imprenditore, ma anche quella dei clienti. 

Affidarsi a ecommerce privati è, infatti, economicamente più conveniente anche per i clienti. Innanzitutto per un motivo: molti ristoratori sono costretti ad aumentare i prezzi dei propri piatti a causa delle alte percentuali richieste dalle app

Di conseguenza, avendo un ecommerce privato e non avendo fee da pagare, sarà possibile diminuire i costi dei piatti.

In più, non avendo obblighi relativi ai prodotti da vendere, sarà sicuramente più semplice proporre un’offerta più variegata, sia per i piatti pronti che per le materie prime. 

3 esempi di successo

Molte realtà hanno deciso di fare come “Ristovery” e di aprire un proprio ecommerce food. Citiamo tre attività che, nel giro di poco, sono riuscite ad arrivare al successo.

  1. Un caso molto eloquente è stato quello della famosa catena di ristoranti “Miscusi”: è stata aperta online una “bottega”, dove non solo è possibile acquistare piatti pronti, ma anche pasta, sughi, dolci. 
  2. Un altro esempio di successo è quello della macelleria / ristorante “Il Mannarino“: stesso format, stessa abbondanza di prodotti. Non solo macelleria, ma anche piatti pronti e prodotti da dispensa.
  3. La stessa idea è stata messa in pratica da “Ammù“, una pasticceria siciliana, che non solo vende prodotti e torte già pronte, ma anche un simpaticissimo “cannolo kit”, che include tutto il necessario per realizzarlo direttamente a casa propria.

Tutte e tre le storie che abbiamo menzionato, sono storie di successo. Storie di realtà italiane che hanno approfittato del COVID-19 per reinventarsi. Imprese nazionali che hanno avuto il coraggio di cambiare ed investire per sopravvivere all’epidemia. 

Come ti abbiamo raccontato, è possibile superare anche questo periodo di crisi; è possibile trarre, da questo momento difficile, anche un’opportunità

Se vuoi capire come Ristovery e Futuria possono aiutare il tuo business a sconfiggere l’attuale crisi economica, contattaci! Oppure richiedi una consulenza gratuita: saremo davvero felici di aiutarti.

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