Perché l’email marketing non è affatto inutile, anche (e soprattutto) nel 2020

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L'email marketing è, ancora nel 2020, lo strumento che converte di più in assoluto. Leggi la nostra guida su come sfruttarlo oggi per il tuo business.
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Contenuti dell'articolo

Ciao, imprenditore!

In questo periodo, in Futuria, abbiamo lavorato al lancio di alcuni progetti per imprenditori e professionisti che, come te, non vogliono arrendersi al COVID-19.

Progetti che si candidano come alleati davvero validi per combattere questo periodo di crisi economica e superarla, da vincitori. 

Ci siamo ritrovati, dunque, a dover ripensare a tutte quelle azioni che devono essere messe in pratica nel momento in cui si lancia un prodotto o un servizio ex-novo.

Per questo, vorremmo approfittarne per raccontarti e spiegarti, passo dopo passo, tutto quello che c’è da considerare nel momento si vuole lanciare un nuovo prodotto o servizio. 

Partiamo oggi con il raccontarti di un primo, fondamentale, aspetto: quello relativo all’email marketing. Nello specifico, ci concentreremo sulle prime comunicazioni che vengono instaurate tra colui che propone un business e gli utenti. 

L’email marketing utilizza la posta elettronica per promuovere un determinato prodotto o servizio. Al contrario di ciò che si pensa, questo è, ancora oggi, lo strumento che converte di più.

Adottare una giusta strategia di email marketing costituisce, dunque, la migliore delle scelte che tu possa fare. In questo modo, non solo potrai affidarti ad uno strumento in grado di supportare il tuo business, ma avrai anche la certezza che è il più affidabile in assoluto. 

Come iniziare: le email di benvenuto

La parte iniziale di questa strategia è costituita da quelle che, in gergo, si definisce “serie di benvenuto”.

Si tratta di due o più comunicazioni da inviare nel momento in cui un contatto lascia il proprio indirizzo di posta elettronica e accetta, di conseguenza, di ricevere le tue email. 

Questo è il momento più importante, poiché è l’unica volta in cui si ha la piena attenzione da parte dell’utente. Ed è, di conseguenza, il momento in cui ci si gioca tutto, inclusa la possibilità che l’utente converta: ovvero che acquisti il tuo prodotto o servizio. 

Un utente ti lascia la mail perché è potenzialmente interessato. Tuttavia, siamo ancora in una fase “primitiva”, di ricerca delle informazioni: è importante che, tramite la sequenza di benvenuto, l’utente si convinca che tu sei la scelta giusta per la risoluzione del suo problema

Non bisogna sottovalutare questo aspetto: quel cliente deve capire esattamente ciò che fai, convincersi di averne bisogno e (magari) avere la possibilità di approfittarne “in esclusiva”, ad esempio con un piccolo sconto.

Come si compone la sequenza

La sequenza di benvenuto, dunque, non deve essere composta da una sola email. Anzi: è preferibile inviarne almeno 3 o 4, in modo tale da avere abbastanza “spazio” e “tempo” per spiegare tutto il necessario all’utente e indurlo all’acquisto o, in generale, alla conversione. 

Hai molto da dire? Ottimo, imprenditore: nulla ti vieta di allungare la sequenza!

Mail 1

Secondo Active Campaign (uno dei partner di Futuria Marketing), la prima mail ottiene il maggiore tasso di apertura rispetto a qualsiasi altra campagna futura

Per questo, qualsiasi azione tu voglia far compiere ai tuoi utenti, ti conviene richiederla proprio in questa occasione. In più, dal momento che avrai la massima attenzione, devi necessariamente spiegare ciò di cui si occupa il tuo business.

Devi immaginare di rivolgerti ad utenti che non sanno nulla (o quasi) di quello che fai. Per questo, devi dar loro motivo di credere che quello che proponi è utile. Senza, tuttavia, essere invasivo o aggressivo.  

In quanto imprenditore, sai che un “utente” appena acquisito deve ricevere un determinato trattamento. Quindi non andare di fretta: non devi in nessun modo rischiare che quella persona non abbia più voglia di leggere le tue comunicazioni!

Mail 2

Con la seconda email, puoi spiegare agli utenti chi sei e, soprattutto, cosa fai e cosa propone il tuo business. A nostro avviso, questo è il momento ideale per far emergere le difficoltà che il tuo prodotto o servizio risolve

Abbiamo già visto in questo articolo sul Neuromarketing che, tra le migliori cose che tu possa conoscere dei tuoi potenziali clienti, si annoverano le paure. 

In questa email, infatti, è importante sollevare queste paure, per far comprendere agli utenti che quello che tu offri loro è la migliore soluzione per sconfiggerle e superarle. 

Sollevare le paure per creare uno stato di tensione, da stemperare nella comunicazione successiva. 

Mail 3

In questa comunicazione, l’obiettivo è di far passare il tuo prodotto ( o servizio) come soluzione alle paure che hai sollevato nella email precedente. 

Puoi elencare tutti i motivi per i quali la soluzione da te proposta è appunto la migliore. In questo caso, il consiglio è quello di essere diretti, precisi, ordinati, in modo da condurre l’utente esattamente dove vuoi. 

In realtà, puoi anche dedicare più di una email a questa parte del processo: è piuttosto importante, quindi puoi pensare di dedicarne una all’elencazione dei lati positivi del tuo prodotto o servizio e, nella seconda ad esempio, spiegare come applicarli alla risoluzione del problema. 

Tutto dipende da quanto hai da dire: noi in Futuria decidiamo in base al progetto di cui dobbiamo occuparci. Ad esempio, per Avvocato Vincente, abbiamo preferito una sequenza più ridotta, dal momento che l’offerta è piuttosto diretta e chiara. 

Per un altro progetto come Ristovery, che invece può declinarsi in molti più modi, abbiamo dedicato una sequenza più corposa. 

In entrambi i progetti, abbiamo inoltre dedicato una email alle “resistenze”: ovvero, a tutti quei dubbi che un utente ha nel momento in cui riflette se acquistare o meno.

Non fa per me, costa troppo, non funziona… Individua tutti i dubbi che possono sorgere e dà loro una risposta convincente: in questo modo, i tuoi destinatari capiranno che nessun motivo è valido per rinunciare al tuo prodotto / servizio.

Nella tua area download, troverai un documento su come eliminare le resistenze all’acquisto. Scaricalo subito!

Mail 4

L’ultima email puoi dedicarla alla presentazione di un’occasione esclusiva. In realtà, lo sconto / offerta puoi presentarlo già nelle email precedenti e indurre, in quest’ultima, quel senso di scarsità e urgenza che può convincere, finalmente, l’utente a compiere l’azione finale. 

Quando parliamo di scarsità, ci riferiamo a quantità limitate di prodotto: se sei un imprenditore che si occupa della vendita di scarpe, puoi pensare di mettere a disposizione 10 paia in offerta al 30%. 

In questo modo, proporrai al cliente un quantitativo limitato di scarpe e indurrai in lui questo senso di scarsità: della serie, acquista in breve tempo poiché la disponibilità è limitata!

Per indurre l’urgenza, invece, devi limitare quell’offerta per un determinato periodo di tempo. Ad esempio, puoi proporre una flash sales di 24 ore. 

Ovviamente, deve essere reale: è importante che l’utente capisca che fai sul serio in entrambi i casi, in modo tale da crederti qualora dovessi proporre una delle due occasioni una seconda volta. 

Se, invece, noterà che hai mentito, non ti crederà e, di conseguenza, l’urgenza o la scarsità che tenti di suscitare nell’utente si rivelerà un fallimento. 

Dalle email al funnel

Più di una volta, nel corso dei nostri contenuti, ti abbiamo parlato dell’importanza di processi automatizzati, sia per il controllo e l’organizzazione della tua azienda, che per l’user experience dei tuoi potenziali (e non) clienti. 

L’email marketing si organizza mediante un CRM che tiene traccia dei comportamenti dei destinatari delle email: ti dice il tasso di apertura delle email e, soprattutto, se quell’utente ha cliccato su uno dei pulsanti che hai inserito nella email oppure no. 

In questo modo, puoi dunque tenere traccia dei comportamenti degli utenti e organizzare, di conseguenza, un funnel di vendita differente, in base alle azioni che sono state eseguite. 

Facciamo qualche esempio. 

Nella tua sequenza di benvenuto, invii una mail dove proponi un paio di scarpe al 50% di sconto. Puoi decidere di comunicare che sono disponibili soltanto 10 paia. 

Se l’utente clicca sul link che inserisci nella email, è probabile che sia interessato alla tua offerta: se lo fa e non acquista, forse ha bisogno di una “spinta” in più. 

Se noti questo comportamento, cosa potresti fare?

  • Puoi ricontattarlo per dirgli che le scarpe stanno terminando
  • Potresti inviargli un’ulteriore email nella quale lo avvisi che, a breve, riproporrai la stessa offerta.
  • Puoi addirittura raggiungerlo sui social network e fargli vedere un’inserzione contenente proprio quel paio di scarpe a cui era interessato. 

È incredibile, vero?

Beh, infondo te lo avevamo detto: le automazioni offrono infinite possibilità al tuo business!

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